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RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE
In Norvegia la mediazione
funziona bene, ma è un paese piccolo. In Italia ci sono molti contenziosi. Chi
è andato a scioperare contro la mediazione? Probabilmente chi rappresentava la
difesa. Anche in India hanno fatto molte resistenze, perché di inefficienza si vive. A noi questa legge
cambia poco, perché cerchiamo sempre di coinvolgere la controparte. Io sono
arrivato alla Nuova Pignone da uno studio legale di NY dove avevo una decina di
cause, qui passai a 143 in tutto il mondo. Devo portarle alla fine, questa è la
mia responsabilità. La GE ha un sistema di Early Dispute Resolution, secondo il
principio che una conclusione rapida è quasi sempre meglio di una soluzione
procrastinata nel tempo.
Ho visto una grossa causa
pendente da due anni, a Bari nel ‘99. Avevo già circa 2 miliardi per chiudere
questo contenzioso, in cui ne chiedevano 3 o 4. Non sapevo chi avesse ragione.
Proviamo a tentare una conciliazione. Andiamo a Bari, il Prof. Vigoriti ed io,
giovane avvocato arrivato da NY, che vorrebbe provare a chiudere aiutato da un
terzo imparziale. Risposta dell’avocato della controparte: abbiamo già un
terzo, è l’arbitro. E’ stata chiusa l’anno scorso,
dopo un appello. Abbiamo perso. Condannati a pagare 600.000 €. Nel frattempo la
società è fallita. L’avvocato è morto. E hanno ottenuto meno di quanto avremmo
potuto dargli 13 anni fa, dopo due CTU, una condanna in primo grado, una
sospensiva e un appello. Non per cattiveria, ma perché
conosceva solo quel mondo. Per certe cose occorre aspettare generazioni. La legge italiana forse è poco
graduale. Ci sono tante persone che si devono adattare. Manca la cultura.